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cos'è un TARLO?

IL GRANDE DISTRUTTORE DI MOBILI

Il più comune tarlo dei mobili è l'Anobium punctaium, lungo circa 3-4 millimetri e di colore marrone scuro-nero con riflessi grigi dovuti a una peluria finissima; le elitre hanno una serie di linee longitudinali estese a tutto il corpo. L'insettino lascia il legno nei mesi primaverili o estivi aprendo un foro circolare di circa 1-2 millimetri, da cui esce anche quella segatura che rende tanto nervoso il proprietario del mobile antico: in genere si cerca di correre ai ripari iniettando potenti veleni nel foro, convinti di prendere in trappola il terribile insetto, mentre questo si è già involato per la sua stagione degli amori, che dura solo un paio di settimane. Dopo l' accoppiamento , infatti, la femmina depone le sue uova nelle piccole fessure del legno o anche in vecchie gallerie. Dopo 3 settimane nasce la larvetta che comincia subito a rodere il legno. Il suo sviluppo completo richiede 2~3 anni, durante i quali scava una galleria che si allunga nelle parti più tenere del legno: mentre avanza, si lascia alle spalle piccoli ammassi di feci, che hanno l'aspetto di palline scure oblunghe.

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 Due parametri fisici sono impor- tanti per lo sviluppo della larva: la temperatura e l'umidità. La tempe- ratura ottimale è di 22-23 cc, ma la specie è in grado di resistere anche a livelli molto inferiori, specialmente se si è addentrata in profondità nel legno; per l'umidità è invece essen- ziale la soglia del 50 per cento, sotto la quale la larva muore per essicca- mento. Al termine dello sviluppo la
larva si impupa. generalmente in autunno, e metamorfosa nell'insetto adulto in un paio di settimane. Questo resta nel legno appena sotto la superficie esterna per tutto l'inverno: poi in primavera rode il sottile strato legnoso e s'invola.

Altri tarli hanno una biologia molto simile ma si distinguono per forme, colori e particolari predilezioni per il legno in cui vivono.

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 Er- nobius mollis ha questo nome perché il suo scheletro esterno è più molle di quello delle altre specie; scava le sue gallerie nella corteccia o tra questa e il legno sottostante: è molto comune in tutto il legname usato senza previa scortecciatura, ma non provoca danni poiché non intacca mai la parte che sostiene lo sforzo meccanico. Anobium pertinax è molto simile al tarlo dei mobili, ma èpiù grande e il suo foro d'uscita è di circa 2-3 millimetri: il suo nome è legato al fatto che, toccato o disturbato, si finge morto per ore e ore. Xestobium rufovillosum è il più grande dei tarli di casa (fino a 9 millimetri di lunghezza) e ha le parti superiori di colore nocciola con macchie giallo-grigie: la femmina non depo- ne più di 50 uova in aprile-maggio e la larva può richiedere fino a 5-10 anni per lo sviluppo completo. Preferisce di gran lunga il legno di quercia. Questo tarlo si fa scoprire anche dal ticchettio ritmico che produce: l'adulto strofina il corpo con- tro il substrato e segnala così all'altro sesso la sua posizione. Altri tarli si fanno scoprire mentre mangiano: nel silenzio della notte si sente un sottile grattare diffuso, difficilissimo da localizzare (suggerisco l'uso di uno stetoscopio). L'ultima specie che è opportuno citare è facilissima da riconoscere dalle altre perché, specialmente il maschio, ha due grandi antenne ben visibili: è lo Ptilinus peciinicornis, lungo circa 4-6 millimetri, che attacca il legno di specie decidue in- festandolo fino a polverizzarlo; spesso poi si associa con Xestobium nell'attaccare il legno già indebolito dal micelio di funghi e insieme pos- sono distruggere un'intera struttura in poco tempo. I tarli possono attaccare non soltanto i mobili ma anche porte, infissi, pavi-
menti, nonché strutture portanti. di quelle case che le abbiano in legno. Essi rappresentano quindi un pericolo che non si può ignorare. Solo un intervento sollecito ed in profondità può salvare il legno da ulteriori danni e sconfiggere questi parassiti in modo definitivoIl legno delle strutture portanti di una casa può essere messo in pericolo prin- cipalmente da due fattori: il processo di putrefazione ed i tarli. Se trovate tracce di umido e di marcio vi conviene controllare se vi siano anche tracce della presenza di tarli, in quanto alcuni di questi preferiscono annidarsi proprio nel legno umido e marcio.

Tipi di tarli

Tarlo è il nome generico con cui si indicano alcune specie di insetti perforatori del. legno, nel quale vivono e si nutrono sia le larve che gli individui adulti. Il tarlo più diffuso è il coleottero comune dei mobili (Anobium punctatum) che, malgrado il suo nome, non si limita ad assalire soltanto i mobili.

L'insetto adulto, di colore marrone e lungo all'incirca 3 mrn , può introdursi in casa attraverso le finestre aperte, oppure può esservi portato per mezzo di vecchie cassette da imballaggio, cestini di vimini o mobili di seconda mano nei quali si sia annidato. La femmina può deporre fino a 60 uova nelle crepe e fenditure di strutture in legno e nei mobili. Dopo circa tre settimane di incubazione, le larve escono dalle uova e pene- trano nel legno senza lasciare tracce esteriori. Esse scavano lunghissime gallerie nel legno, nutrendosene continuamente,
per almeno tre anni.

In seguito, praticano piccole cavità in prossimità della superficie, e qui si trasformano in crisalidi che, dopo due o tre settimane, diventano coleotteri adulti completamente formati; a questo punto, il coleottero abbandona il legno la-
sciandosi dietro un caratteristico foro rotondo di circa 2 mm di diametro. I fori recenti presentano all'interno il colore del legno bianco e pulito; sulla superficie che circonda il foro si possono notare tracce di polvere di legno.

La presenza di questo tipo di tarlo si può stabilire anche dai caratteristici richiami sessuali a «picchiettio», detti volgarmente «orologio della morte». Il tarlo Xestobium rufouillosum è più raro del precedente, perchè non vola ed intacca soltanto il legno duro e vecchio. Però ha un ciclo vitale molto lungo: la larva infatti può vivere nel legno fino a 15 anni, prima di fuoriuscirne, e in tutto questo tempo può provocare danni notevoli.

Come scoprire l'eventuale presenza di tarli

Il problema più grave è che la presenza di tarli diventa evidente solo dopo che il coleottero adulto abbandona il legno e ciò si verifica, di solito, tra aprile e maggio.

La comparsa dei caratteristici fori di fuoriuscita dell'animale adulto indica che almeno una generazione di tarli è vissuta nel legno e che sta per iniziare un nuovo ciclo vitale, generalmente nelle immediate vicinanze del precedente.Se la vostra casa ha più di 20 anni, è bene effettuare un attento esame che vi permetterà di scoprire tutte le tracce della presenza di tarli. Cercate, prima di tutto, di individuare la presenza della tipica finissima segatura sopra e sotto le tavole del pavimento, le travi, gli zoccoli di legno, le credenze, specialmente quelle che sono situate sotto le scale, ed i mobili.Controllate con particolare attenzione quei legni che potrebbero presentare tracce di umidità, come quelli situati sotto i lavandini e i bagni, oppure in cantina, nel garage.

 

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